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Archivio delle Categorie: Gocce di saggezza

La saggezza che fuoriesce dalla bocca dei maestri

Il canto del maha-mantra

Ormai è risaputa l’influenza che i suoni e, in generale le vibrazioni, hanno sulla nostro corpo, sulla nostra psiche e sulle nostre emozioni.  I mantra sono antiche vibrazioni che hanno un enorme potere benefico su ogni aspetto dell’essere. Questi sono capaci di riequilibrare le energie interne, di creare una felicità profonda e di sboccare delle situazioni – psichiche e sociali – in cui siamo incarenati.
Etimologicamente mantra significa qualcosa che libera(traya) la mente(manas) da tutto ciò che per noi è indesiderato: stress, paure, attaccamenti morbosi, ignoranza, superficialità, e così via. Una mente placida e rilassata ci consente di vivere la vita appieno.
Il principale mantra che canteremo si chiama ‘maha-mantra’. ‘Maha’ significa grande. I Veda, gli antichi testi dello yoga, insegnano che nel maha-mantra sono contenuti tutti i mantra, compresa la sacra sillaba Om.
Il maha-mantra è composto di 3 parole che vengono ripetute con un ordine particolare. I profondi significati delle parole e il perchè della particolare successione delle tali sono delle argomentazioni molto esoteriche che richiedono un particolare approfondimento. In questo breve testo ci limitiamo ad alcuni dei significati. Prima di tutto i tre nomi che vengono ripetuti nel maha-mantra sono: Hare, Krsna e Rama. Sono nomi che invocano la Realtà Assoluta e in paricolare il Suo aspetto personale, proprio come l’Om invoca il Suo aspetto impersonale(che è comunque compreso, come abbiamo detto, nell’aspetto personale). Hare è l’energia di Compassione, è l’energia dell’Amore, il sublime sentimento che vogliamo abiti nel nostro cuore. Krsna è il Sublime Fascino, tutto ciò che è bello è un Suo riflesso, una Sua parte. Rama è la Sorgente di ogni piacere, di tutto ciò che ci soddisfa. Nel maha-mantra è detto che è presente tutto, proprio perchè c’è l’Amore e l’Oggetto dell’Amore. Recitandolo e cantandolo entriamo anche noi in gioco diventando i soggetti che amano. A seconda del nostro livello di coscienza il nostro amore sarà più o meno puro – più o meno limpido o distorto. Attraverso la pratica spirituale ci purificheremo per rendere l’amore Amore, ovvero puro, ininterrotto e incondizionato. Allo stesso modo, a seconda del nostro livello di coscienza, considereremo un oggetto sul quale indirizzare i nostri desideri e i nostri sentimenti. Può essere il denaro, il successo, la fama, una posizione sociale o lavorativa, un partner e così via. Perchè questo? Perchè desideriamo bellezza(qualcosa di bello o essere belli) e piacere. E man mano che la nostra comprensione aumenta cercheremo la fonte di questa bellezza e di questo piacere. Cercheremo Krsna e Rama. E invocheremo questi mantra. Ma per avere Krsna e Rama è necessario che il Divino si riveli, mostrando la Sua infinita compassione: Hare. Per questo motivo, tutto ciò che cerchiamo e desideriamo profondamente è all’interno di questo mantra millenario:
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HARE KRSNA HARE KRSNA
KRSNA KRSNA HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE
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Il maha-mantra si può recitare o cantare in ogni istante. In questo modo ogni nostro momento verso il nostro successo sarà sublime.
 

Cosa lo yoga ti può dare

Lo Yoga Journal, sezione Russia, intervista a Mosca Radhanath swami. Il giornalista menziona il fatto che in occidente si pensi che lo yoga sia solo di carattere fisico tralasciando l’aspetto spirituale.

Segue la risposta di Radhanath maharaj:

“C’è un verso nella Bhagavad-gita: ‘ye yatha mam prapadyante tams tathaiva bhajamy aham’, che significa: ‘nel modo in cui approcciamo il Signore, il Signore reciproca in accordo’. Così in accordo con quello che vogliamo possiamo limitare noi stessi a quello che otterremo. Allo stesso modo, nei Veda, il principio dello yoga include ogni aspetto della vita.  L’idea è che abbiamo un corpo, una mente e un’atma, una forza vitale. Yoga significa armonizzare questi tre aspetti perfettamente, così che i nostro corpo e la nosta mente siano in armonia con la nostra forza vitale. Ci sono aspetti dello yoga per ottenere buona salute e forma fisica. Se questo è tutto ciò che vuoi allora sarà quello che otterrai. Se vuoi salute, forma fisica e in più pace della mente, se pratichi opportunamente allora questo sarà quello che otterrai. Ma se cerchi realmente l’aspetto spirituale dello yoga, che è in verità il reale fine dello yoga, cioè di riunire il corpo e la mente per essere in armonia con la forza vitale, l’anima, allora questo sarà quello che otterrai.”

“L’anima è sat, cid, ananda – eterna, piena di conoscenza e piena di beatitudine. Il vero fine dello yoga, come è presentato dai grandi maestri di yoga dei tempi antichi, è connetterci con la nostra natura eternamente beata. Pantajali, uno dei grandi fondatori della tradizione yoga, insegnava, ‘Ishvarapranidhana’, l’abbandono a Ishvara, una concezione molto personale di Dio – Dio inteso come causa di tutte le cause, sorgente di ogni cosa, sorgente dell’amore e della bellezza –. Questo abbandono verso Ishvara è la perfezione del samadhi. Così yoga significa realizzare la nostra eterna natura con Isvara, con il Supremo, e comprendere ahimsa (la non-violenza), il principio dello yoga contenuto nei yama e niyama. Ahimsa significa che noi capiamo la sorgente divina. Possiamo capire che ogni entità vivente ha questa stessa divina sorgente e che ogni essere è parte di Ishwara. Perciò dovremo onorare e rispettare e non causare violenza verso nessuna entità vivente”

“Così, in realtà, se vuoi un corpo sano, lo yoga è uno dei processi migliori e più completi per avere un corpo sano e in forma. Se vuoi pace della mente all’interno allo stress di questo mondo di sfide, lo yoga ha uno dei sistemi più scientifici per dare pace e stabilità, liberandoci dallo stress.  Ma il reale fine di tutte queste cose è farci strumenti d’amore e pace, e di connetterci alla nostra atma, la nostra forza indistruttibile. Perchè, alla fine, per quanto in forma il nostro corpo possa essere e per quanto sia pacificata la nostra mente, se il nostro corpo muore, lo yoga ci può portare al di là di nascita e morte, alla nostra natura eterna. Questa è la bellezza e la gloria del sistema dello yoga. Ci può portare a quel punto. Nel sesto capitolo della Bhagavad-gita, che descrive il sistema dell’Ashtanga Yoga, Krsna conclude: ‘yoginam api sarvesam mad-gatenantar-atmana”. Di tutti gli yogi, colui che serve il Supremo Signore con amore e devozione, con profonda fede e realizzazione, è il piu intimemente unito a Lui nello yoga ed è il più elevato. Così questa opportunità è qui: essere uno strumento delle benedizioni di Dio o Krsna e davvero portare un cambiamento al mondo.”

(tratto da http://www.radhanathswami.com/)

 

Alcune gocce di saggezza – parte 5

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Così come noi diventiamo elevati ad ogni livello, abbiamo una più grande  epiù grande responsabilità perchè possiamo fare più bene al mondo o possiamo fare più danno al mondo”

“La vera responsabilità significa che noi dobbiamo vivere e parlare in modo da aiutare la fede delle persone, non disturbarla “

“Ogni cosa in questo mondo è neutrale. In accordo con la coscienza e il carattere della persona che la utilizza una determinata cosa, la renderà benefica o distruttiva”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/]

 
 

Alcune gocce di saggezza – parte 4

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Il potere si porta dietro la responsabilità di essere utilizzato propriamente”

“Prendere la responsabilità su altri significa essere altruisti. Noi dobbiamo mettere da parte il nostro benessere e i nostri desideri come secondari e pensare, primariamente, al meglio per le persone che stanno alzando lo sguardo su di noi”

“Noi siamo tutti leader in un grado o in un altro. Abbiamo tutti la nostra sfera di influenza e più grande è la sfera di influenza e più grande è la nostra responsabilità”

“Dovunque c’è potenza, c’è una grande responsabilità di utilizzarla propriamente”

“Non possiamo imitare le grandi anime. D’altra parte studiare, analizzare e assimilarne i principi è il cammino del progresso”

“Non ci può essere amore senza fiducia e non ci può essere fiducia fintanto che non ci prendiamo la responsabilità di agire in modo tale che le persone possano fidarsi di noi”

“Prendere una responsabilità significa assolverla propriamente con l’ attitudine appropriata, il comportamento appropriato e con le parole appropiate”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/]

 
 

Alcune gocce di saggezza – parte 3

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Nel grado in cui una società onora la rinuncia e la devozione – e non forza, abilità atletiche, capacità teatrali, soldi, ricchezza, potere e controllo – a quel grado la società è sulla giusta rotta”

“Ogni essere umano è fatto per far del bene agli altri”

“Grandezza non è granti soldi hai, grandezza non è quanta fama e prestigio possiedi in questo mondo, grandezza non è quanta conoscenza hai nei tuoi studi accademici, grandezza non è quanto tu conosci intellettualmente delle materie spirituali, la grandezza non è nella forza fisica o nella bellezza del corpo. Queste sono cose che le persone del mondo considerano grandi, ma loro sono superficiali. La vera grandezza sta nel proprio carattere nella propria integrità.

“La vera grandezza di può misurare attraverso la propria abilità nel tollorare situazioni provocatorie”

“Da tempo immemorabile, troviamo che grandi personalità hanno lasciato immense ricchezze, potere, prestigio, ambienti amorevoli per la ricerca dei tesori del mondo spirituale”

“Voler prendere una posizione e ricevere l’onore dato da quella posizione, ma non adempiere ai sacrifici che sono richiesti da tale posizione, è ipocrisia”

“Avere un incredibile potere e allo stesso tempo essere umile come un filo d’erba. Questa è vera oppulenza”

“Semplicità significa senza duplicità. Una persona semplice non ha motivazioni ulteriori. Parla onestamente e gentilmente “per incoraggiare gli altri”

“Le grandi personalità provano a nascondere la loro grandezza, e le persone che non lo sono cercano di mostrare al mondo che sono grandi”

“Il futuro di ogni società dipende da come i leader fanno ogni possibile piano per proteggere, sostenere e ravvivare i suoi membri su ogni possibile livello”

“Un buon leader è duro come un fulmine e soffice come una rosa. Una di queste senza l’altra non funziona. Se un leader è solo soffice come una rosa, non può formare nessuno. Se è solo duro come un fulmine,brucerà tutti”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/]

 
 

Alcune gocce di saggezza – parte 2

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“La vera saggezza è vedere ogni entità vivente con visione equanime”

“La potenza si porta dietro la responsabilità di utilizzarla propriamente”

“Prendere una posizione significa comprendere la responsabilità che c’è dietro. Non solo verso noi stessi, ma anche verso gli altri”

“Impara ad essere affidabile, non capriccioso”

“Un vero leader dovrebbe condurre con amore, riguardo e cura. Questo significa realmente guidare in uno spirito di servizio”

“Se noi siamo entusiasti, entusiasmiamo gli altri. Se noi siamo annoiati, annoieremo gli altri”

“Franchezza significa dire la verità in un modo piacevole che relamente illumina e incoraggia le persone”

“I soldi portano potere. Se non è maneggiata con cautela, il potere porta arroganza e l’arroganza favorisce l’ignoranza”

“La reale protezione è un espressione di un vero affetto e di un vero rispetto”

“La reale missione delle grandi anime è di mostrare l’esempio di come dovremmo e dobbiamo vivere se non vogliamo essere soggetti alla degradazione”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/]

 
 

Alcune gocce di saggezza – parte 1

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Nella vita spirituale, il concetto di più alto o più basso non è basato sul fatto di quanto puoi compiere; ‘più alto’ e ‘più basso’ è basato sulla purezza della tua motivazione, lo spirito della tua compassione e amore.”

“Finchè non diventiamo disinteressati ai nostri desideri egoici, non possiamo realmente dare noi stessi per il beneficio degli altri”

“Quando le persone acoltano del servizio a Dio, qualche volta chiedono: se noi serviamo Dio, come serviremo l’umanità? In realtà, attraverso il servizio a Dio, noi serviremo l’umanità al massimo grado. Perchè vedremo Dio nel cuore di ognuno. Non invidieremo nessuno. Ameremo tutti.”

“Integrità significa essere onesti, essere veritieri e fare grandi sacrifici, chiunque noi siamo, per il benessere degli altri”

“Quando ci rendiamo umili ci connettiamo con la potenza divina e questa umiltà può dare a noi incredibile sicurezza e forza”

“L’umiltà ci potenzia per vedere la bellezza della grazia di Dio negli altri”

“La vera saggezza è il vedere opportunità positive in ogni situazione nel mondo”

“Ogni cosa in questo mondo è neutrale. Il suo valore si può stimare in accordo cinn la persona che la utilizza”

“La filosofia ha poco significato, o addirittura non ne ha, fintanto che non produce un buon carattere”

“Una grande vita non è determinata dalla quantità, ma dalla sua qualità “

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/]

 
 

Il sole e la coscienza

“O discendente di Bharata,
come il sole da solo illumina tutto questo universo,
così l’entità vivente illumina l’intero corpo, che abita,
attraverso la coscienza.”
(Bhagavad-gita 13.34)
 
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Pubblicato da su settembre 12, 2011 in Gocce di saggezza

 

‘Atman’ non si può propriamente tradurre ‘Anima’

La parola [sanscrita] ‘atman’ non è propriamente resa dal termine ‘soul’[Anima], il suo corrispettivo inglese. La parola ‘soul’[Anima] denota un entità immutabile. ‘Atman’ significa ‘l’entità che naturalmente tende ad espandersi’. Queste attività di espansione del corpo fisico e della mente hanno il solo scopo di incatenare l’atman che eternamente desidera con ardore un espansione progressiva e illimitata. Il progresso materiale, affetto da processi fisici e mentali, è fortemente inadatto. Questo moltiplica i blocchi all’iniziativa individuale e di gruppo con la rapidità della progressione geometrica. Questo offre la coppa di Tantalo alle labbra riarse dell’anima condizionata in modo da deridere la sua malattia, promettendo e costantemente rompendo la sua promessa di calmare la sua sete innaturale e severa.

Chi realizza la vera natura del sé, dell’atman, è automaticamente libero dalle altrimenti incalmabili bramosie del corpo fisico e della mente. Le tentazioni, verso le quali sono prone la carne e la mente, sono in verità i fuochi fatui che conducono le loro infatuate vittime a incrementare la degradazione e un’infelicità senza fine. L’atman è perfettamente libera dai bisogni del corpo fisico e della mente e possiede la libera iniziativa per la progressiva realizzazione. [...]

(da un articolo del “The Harmonist” 1933, Bhaksiddhanta Sarasvati Prabhupada)

 
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Pubblicato da su agosto 24, 2011 in Gocce di saggezza

 

Se cerchi il Divino…

Quando cerchi Dio,
Dio è lo sguardo dei tuoi occhi.

(Jelaluddin Rumi)

 

Per giungere…

« Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.

Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.

Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.

Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.

Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.

Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.

Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.

Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei. »

(San Giovanni della Croce)

 

Le qualità dell’uomo evoluto

“L’assenza di paura, la purificazione dell’esistenza, lo sviluppo della conoscenza spirituale, la carità, il controllo di sé, il compimento di sacrifici, lo studio dei Veda, l’austerità, la semplicità, la non violenza, la veridicità, l’assenza di collera, la rinuncia, la serenità, l’avversione per la critica, l’assenza di collera, la rinuncia, la serenità, l’avversione per la critica, la compassione verso tutti gli esseri, l’assenza di cupidigia, la dolcezza, la modestia, la ferma determinazione, il vigore, il perdono, la forza morale, la purezza, la libertà dall’invidia e dalla sete di onori – queste sono qualità trascendentali, proprie degli uomini virtuosi dotati di natura divina, o discendente di Bharata.”

(Bhagavad-gita 16.1-3)

 
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Pubblicato da su novembre 11, 2010 in Gocce di saggezza

 

Preghiera Semplice

Non è forse San Francesco uno Yogi mistico?!

Oh, Signore,

fa’ di me lo strumento della Tua Pace;

Là, dove è l’odio che io porti l’amore.

Là, dove è l’offesa che io porti il Perdono.

Là, dove è la discordia che io porti l’unione.

Là, dove è il dubbio che io porti la Fede.

Là, dove è l’errore che io porti la Verità.

Là, dove è la disperazione che io porti la speranza.

Là, dove è la tristezza, che io porti la Gioia. Là, dove sono le tenebre che io porti la Luce.

Oh Maestro,

fa’ ch’io non cerchi tanto d’essere consolato, ma di consolare.

Di essere compreso, ma di comprendere.

Di essere amato, ma di amare.

Poiché:

è donando che si riceve,

è perdonando che si ottiene il Perdono,

ed è morendo, che si risuscita alla Vita eterna.

(San Francesco d’Assisi)

 
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Pubblicato da su novembre 10, 2010 in Gocce di saggezza, Yoga e Mistica, Yoga e Poesia

 

Un segreto per la pace interiore

“Quando argomentazioni pure riguardanti il mondo della trascendenza vengono discusse, i membri dell’auditorio divengono dimentichi di ogni sorta di bramosia materiale, almeno per il tempo in cui ciò avviene. Non solo questo, ma tali persone non sono a lungo invidiose l’una dell’altra, ne a lungo sono soggette all’ansia e alla paura”

(Srimad Bhagavata 4.30.35)

Diritti Riservati

 
 

La “persona-cigno”

A swanlike person can identify another swanlike brother who possesses all the appropriate symptoms, whether he is from the same country or not. Althoug their dress, worship, Deity and behaviour may appear different, they should freely address each other as brother. These type of people are called paramahamsa”. (Bhaktivinoda Thakur- Sri Krsna-samhita).

Una persona-cigno può identificare un altro fratello-cigno che possiede tutti i sintomi appropriati,  sia che questi sia dello stesso paese o no.  Sebbene i loro vestiti, la loro pratica d’adorazione, il loro concetto del Divino e il comportamento esteriore possa apparire differente, dovrebbero liberamente chiamarsi l’un l’altro “fratello” . Questi tipi di persone sono chiamati paramahamsa (letteralemente “grande cigno”).

Il vero spiritualista è non settario. La vera spiritualità è la ricerca dell’essenza della vita, al di là della mera superficie creata da identificazioni e pregiudizi. Cerchiamo di sviluppare la personalità del cigno, che si dice sia capace di filtrare l’acqua fresca e pulita anche da una palude. Cercare l’essenza significa entrare profondamente dentro noi stessi, e scoprire quella particella di luce, scoprire quel piano luminoso in cui siamo tutti “fratelli”, eterni compagni di viaggio.

(Premakumara das, Ayataksi dasi, Didanath das)
Diritti Riservati
 
 

Cercare l’Essenza oltre l’Apparenza

Dalla conferenza di Radhanat Swami tenuta in Bologna il 10 Settembre 2009

Una cornice può rendere più attraente un quadro, e metterne in risalto, per contrasto, alcuni colori rispetto ad altri e, comunque, permette l’esposizione di quel particolare soggetto ad un pubblico altrimenti escluso. Così, con lo stesso effetto di condivisione, Bologna si è ritrovata ancora una volta arena di confronto, punto di incontro tra una sempreverde conoscenza millenaria – profonda, immensamente profonda – e l’attualità, la praticità quotidiana, il banale incedere degli interpreti del gioco della vita all’inizio del terzo millennio.

E come meglio approcciare questo doppio connubio – fra oriente e occidente, fra tradizione e attualità – se non immergendoci dapprima nella tradizione del luogo storico che ha ospitato la nostra natività, per fare il primo passo in una sacralità più nota, più familiare, per poi immergerci in un canale eterno, omni-pervasivo e omni-comprensivo al di là delle più sottili identificazioni dovute a luogo, tempo e circostanza.

La storica sala del Baraccano, affrescata con dipinti della tradizione sacra cristiana, ha ospitato gli investigatori di quest’era: chi curioso, chi in cerca di qualcosa di più, chi per caso.

In questo scenario fatto di luoghi, di corpi e di menti alcuni fortunati individui si sono incontrati per alimentare quel ricordo; nessuno era lì per caso e nessuno è tornato a casa senza aversi riempito le mani.

Il Centro Culturale Vaikuntha, che si pone come obiettivo la valorizzazione dell’individuo attraverso la saggezza dello yoga della Bhakti, ha amabilmente organizzato questa possibilità: uno scorcio di luce, di piccolo diametro, per le contenute ma crescenti sue capacità, e esteso in profondità, grazie alla presenza di saggezza di Sri Srimad Radhanath Swami Maharaj.

L’obiettivo di questo piccolo articolo è quello di mettere in luce sinteticamente, due delle tante tematiche trattate durante questo incontro, senza la pretesa di poter riprodurre lo stesso spirito e la stessa atmosfera creata dalla Sua presenza. Una santa presenza per consapevolezza e comprensione.

Ecco che Sri Srimad Radhanath Swami Maharaj(RS) ha esordito raccontando un episodio autobiografico, come descritto nel suo nuovo libro dal titolo A Journey Home.

Siamo nel ’70, RS ha circa 19 anni, e dopo aver viaggiato dall’America all’India – tra avventure, autostop e realizzazioni spirituali – decide di vivere come un sadhu alle pendici dell’Himalaya, dove fa la conoscenza di tanti santi, saggi e maestri.

Durante il suo soggiorno vicino a Rishikesh, gli accadde, di passare per un ponte sospeso sul Gange e di accorgersi di essere giunto in un lebbrosario, dove vivono centinaia di persone in completa povertà.

Appena questi lo vedono, notando la sua pelle bianca, lo attorniarono chiedendogli “bakshish”, “ bakshish” (elemosina) e facendosi sempre più oppressivi lo palpeggiano per cercare del denaro, senza risultato.

Ecco che RS ha una parte di se che prova un senso di ingiustizia (perché deve capitare proprio a lui?), da un’altra ha paura perché la lebbra è molto contagiosa, un’alta parte invece prova compassione per l’enorme sofferenza che provano quelle persone.

Le quali, dopo una ventina di minuti questi si accorgono che RS vive come un mendicante e non ha altro che i suoi vestiti. Allora si allontanarono e si disperdono velocemente nel bosco. Ancora sconvolto RS prosegue per la strada che ha intrapreso e incontra una vecchia signora lebbrosa in uno stato avanzato, che lo guarda negli occhi con compassione intensa. Ella aveva avvertito la confusione e la sofferenza che RS aveva provato in quella mischia, e desiderava dargli amore e consolazione come una madre.

RS capisce il suo sentimento, comprende che il cuore di quella donna desidera ardentemente, quasi mendicando, la possibilità di poter dare amore. Dunque le si avvicina e lei poggia la mano priva di dita sulla testa di RS e dice ripetutamente in Hindi: “Che Dio ti benedica, figlio mio”.

La donna piange in estasi, il suo volto è luminoso e quella luce va al di là della malattia, va al di là della designazioni e RS può vedere la persona più bella che abbia mai visto.

Prova cosa significhi la gioia di dare.

Tornato al Gange capisce che il prezzo pagato passando per quella mischia è niente in confronto a quella comprensione e a quella visione che avuta alla fine.

Si siede a meditare sull’accaduto e guarda il Gange, di cui può vederne solo l’incresparsi della superficie. In realtà il Gange è molto profondo e sotto ciò che è visibile ci sta tutto un mondo di pesci, vegetazione e paesaggi.

Così è anche la vita. Raramente ci sforziamo di conoscerne la profondità: la superficie di quella donna era la malattia, ma l’interno ospitava un meraviglioso desiderio di amare.

Ogni situazione può essere un occasione per accrescere la propria compassione, il proprio amore e la propria saggezza. Per varcare quella superficie penetrando l’essenza attraverso la comprensione.

Successivamente RS ha raccontato la storia, ambientata 700 anni fa, del discepolo che chiese al guru quali siano le qualità di una persona santa. Il guru lo mandò da un altro saggio dal quale giunse dopo un lungo viaggio e gli chiese la stessa domanda. Dopo sei mesi ottenne la risposta: “il santo, il saggio, è come il sale, è come un pollo, è come una gru e, infine, è come te”.

Il discepolo rimase basito e confuso della risposta, ma non ebbe ulteriori spiegazioni in merito e decise di tornare dal suo guru, al quale riportò ciò che aveva sentito. Il guru fu entusiasta della risposta e spiegò al suo discepolo punto per punto.

RS ha trattato l’analogia del pollo: il pollo va dove c’è sporcizia e spazzatura, con grande attenzione cerca i semi più nutrienti e con cura li seleziona e li mangia, scartando tutto il resto.

La persona saggia è colei che cerca sempre l’essenza.

Saggio è colui che vede la scintilla divina in ogni essere vivente, all’interno del corpo che non è nient’altro che un veicolo.

Uno dei problemi più grandi per la società moderna sta nel fatto che ci vediamo gli un gli altri in termini di corpo e di altre situazioni temporanee, e non in base alla nostra essenza spirituale: scintilla divina pura, eterna, amabile e amorevole nella cui dimensione siamo tutti fratelli e sorelle.

Nella dimensione del corpo nascono migliaia e migliaia di divisioni e conflitti. Mentre la natura dell’anima, dell’atman, è quella di Amare: amare il Divino e provare compassione per ogni creatura.

Anche nel Vangelo è detto che l’essenza di ogni comandamento è quella di amare il Divino con tutta la propria mente, con tutto il proprio cuore e con tutta la propria anima e amare il prossimo come se stessi.

Nel Bhagavatam: l’essenza di ogni cammino mistico è risvegliare l’amore per il Divino e aiutare gli altri a risvegliarlo.

Questa è l’essenzialità e perciò possiamo imparare molto da un pollo.

Se non ci focalizziamo sull’essenza ci aspettano grandi problemi, anche agendo nel nome di una fede o di un cammino spirituale.

Qualunque ruolo o occupazione abbiamo, in qualunque situazione siamo immersi possiamo scegliere come obiettivo primario il coltivare la nostra spiritualità, per scoprire quell’enorme tesoro d’Amore e condividerlo poi con gli altri.

Nella cultura Vaishnava ciò si attua attraverso il canto e la recitazione dei Nama-mantra, ovvero mantra che richiamano le energie divine, per risvegliare l’Amore nella scoperta della bellezza del Divino, della Natura e di ogni Essere Vivente.

Prima di concludere vorrei notare come alcuni argomenti erano già stati trattati nella conferenza di Bologna dell’anno scorso.

Ciò mi fa riflettere come debbano essere di rilievo le tematiche ritrattate se RS si è sentito di riproporle anche quest’anno, proprio come se in quell’energia, in quell’ambiente, in quella determinata situazione fosse stato nuovamente ispirato a ripetersi. E come nei versi sanscriti, quando una parola viene ripetuta più volte è per sottolinearne l’importanza, così le parole ripetute da un saggio non possono che seguire la medesima logica.

(PremaKumara Das)

Diritti Riservati

 
1 Comment

Pubblicato da su ottobre 7, 2010 in Gocce di saggezza, Yoga e Mistica

 
 
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