Sanscrito e Romanticismo

Negli ultimi tempi il sanscrito in occidente non è più relegato nell’ambito d’interesse di singoli studiosi, ma anche in quello di uominie donne che ovunque si sono avvicinati alla saggezza dell’India.
In Italia per esempio è appena uscito il primo grande dizionario sanscrito-italiano, comprensivo di circa 180.000 lemmi: un’opera storica per la ricerca.
Si osserva anche che parole sanscrite come yoga, karma, guru, ghi, sari, mantra, viagra o l¹attualissima avatar, sono oggi parte integrante del linguaggio comune nei diversi ambiti della vita quotidiana, dalla cucina all¹abbigliamento fino a second life, oltre che a continuare ad esprimere concetti legati alla filosofia indiana e agli antichissimi rimedi all’ayurveda.
Qual è il significato di sanscrito? Il termine è un adattamento di sam-s-kr-ta (lett. “lingua compiuta”), nome con cui s’identifica la lingua classica dell’India. Grazie all’opera di Panini (V-IV sec. a.C.), il più illustre grammatico dell’antichità, la lingua della letteratura vedica venne sottratta all’azione del tempo e codificata in un canone che sarebbe servito da modello per i posteri: da oltre duemila anni fino ai giorni nostri, il sanscrito è la lingua colta dell’India.
In sanscrito trovano così espressione le antichissime scritture vediche, che abbracciano ogni genere letterario: poesia e teatro, favolistica e narrativa, medicina e musica, diritto e politica, filosofia e grammatica.
Già noto a studiosi e viaggiatori europei come “lingua perfetta”, la sua scoperta in occidente, avvenuta tra il XVIII e il XIX secolo, provocò una vera “rivoluzione culturale”.
Oltre alla presa di coscienza della sua parentela con lingue come il latino, il greco, il germanico, il celtico, lo slavo, il sanscrito divenne un tramite con cui l’uomo romantico, alla ricerca delle proprie radici culturali, venne a conoscenza dei monumenti letterari dell’India come il Ramayana, il Mahabharata, le Upanishad.
Probabilmente per questo, anche Leopardi studiò sanscrito.
Nella mia esperienza posso testimoniare il crescente interesse per questa antica lingua.
I quattro cinque studenti di sanscrito di metà anni novanta, oggi si sono quasi decuplicati. Forse, all’alba del terzo millennio, assisteremo al risveglio del fascino per i valori romantici?

(Dott.Iacopo Nuti – insegnante di sanscrito)

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