Radhanath swami in Italia: alcune perle di saggezza

3/8/12 Villa Vrindavana (FI)

Lo sforzo che facciamo per servire Krsna è l’essenza del servizio devozionale, il risultato materiale che otteniamo è secondario.
Sacrificio: rendere qualcosa sacro, connetterlo a Dio
La bhakti è il processo che ci permette di vedere tutto sacro attraverso la devozione, è la scienza che ci permette di vedere spiritualmente.
Non c’è nessun ostacolo materiale per far piacere a Krsna se siamo sinceri.
I nostri corpi sono formati tutti dai 5 elementi, terra, acqua, fuoco, aria ed etere, ma in base alle diverse combinazioni di questi elementi giudichiamo le persone belle o brutte (o noi stessi) e ci identifichiamo col corpo.

14/8/12 Villa Vrindavana

La vera conoscenza non è nulla di teorico, è un’esperienza. Essere leader significa vedere i nostri subordinati come qualcuno che ci ha mandato Krsna perchè possiamo occuparci di lui. Non dobbiamo vedere le persone come nostre. Maya conosce le nostre debolezze e sa come colpirci al momento giusto. Se prendiamo rifugio in Krsna, Krsna ci proteggerà.
Una persona santa è una persona che vede la sofferenza degli altri come la sua, e la felicità degli altri come la sua.
Hari: colui che ci rapisce da ogni illusione, ma Maya è sempre pronta a portare la nostra mente lontano da Hari.
Qualunque cosa facciamo per Krsna non va mai perduta, può essere dimenticata, ma mai perduta. Non dobbiamo sottovalutare le difficoltà materiali degli esseri viventi, ma dobbiamo soffermarci su ciò che è benefico per la loro anima eterna.
Ci identifichiamo con il corpo attraverso Ahamkara (il falso ego) che ci controlla attraverso la mente, così come quando lo stoppino non funziona vediamo tutto nero, ma quando lo stoppino riprende a funzionare, tutto è illuminato.
Krsna dice nella Bhagavad Gita che la mente controllata è la nostra migliore amica, ma quando non è controllata è la nostra peggiore nemica. “Yoga significa controllare la mente.”
Lo scopo dello yoga è Isvara Pranidhana: sottomettersi completamente a Krsna.
Ci sono 6 nemici nella mente: lussuria, collera, orgoglio, arroganza, invidia, illusione.
Quando la mente prende rifugio nel processo che ci aiuta a vincere questi nemici, diventa nostra amica.
Il processo è impegnare la mente nel servizio devozionale.
La perfezione della vita è infatti servire Krsna attraverso il seva.
Prahlad Maharaj dice che le 9 tappe della bhakti sono il processo migliore per controllare la mente. Di queste 9, il più importante è il kirtan.
Caitanya Mahaprabhu ci dà il metodo più importante per liberare la mente: il maha mantra.
Potremo quindi purificare la mente attraverso l’impegno d’amore al servizio di Krsna e l’associazione con i devoti.
Diventare devoti significa elevare il nostro carattere. Ci sono guna anche per i devoti!
Se un devoto invidia, è nel tamas e ci può contaminare.
Se vogliamo posizione, potere, prestigio, siamo nel rajas.
Se facciamo servizio senza desiderare niente per noi stessi siamo nel sattva.
Se facciamo servizio per il piacere di Krsna siamo al livello trascendentale.
La stessa cosa vale per il cibo, se cuciniamo per Krsna, il cibo è trascendentale!
Il nostro carattere è molto importante. Il Siksastaka ci insegna ad essere gentili, compassionevoli e a trovare la felicità nell’onorare gli altri.
Se ci sforziamo di vivere così Krsna si rivelerà e potremo gustare la dolcezza del Suo nome.
Se qualcuno ha più di noi siamo invidiosi, se qualcuno ha meno di noi siamo arroganti! Un vero vaisnava è libero dall’invidia ed è libero dalla tendenza a trovare difetti negli altri.
Quando il devoto è felice di vedere un altro devoto ricevere una misericordia, Krsna è estremamente felice.
Quando sentiamo invidia non dobbiamo deprimerci, dobbiamo diventare umili e prendere rifugio nel maestro spirituale e in Krsna.
Un devoto avanzato si sente il più caduto e naturalmente rispetta e serve gli altri.
Un devoto neofita pensa di essere molto avanzato..
E’ una questione di sincerità, è il valore che conta.
“Se perdete ricchezza non perdete niente, se perdete la salute perdete qualcosa, se perdete i vostri valori e la vostra integrità perdete tutto.” Shakespeare
Il nostro dovere, l’essenza del Dharma, è rispettare l’integrità del servizio devozionale attraverso queste qualità:
– autocontrollo
– essendo equanimi in ogni situazione
– umili
– tolleranti
– offrendo a Krsna ogni cosa che otteniamo
Caitanya Mahaprabhu ci insegna a seguire le orme dei grandi maestri.
La Bhakti è il completo assorbimento nell’amore per Krsna.
Sri Caitanya è venuto per gustare la dolcezza di Radha e per darla alle persone del Kali Yuga.
Radharani ci dice come essere perfetti devoti attraverso Sri Caitanya.
Quando comprendiamo la grandezza di Dio diventiamo per forza umili.
Pensiamo alle lucciole: pensano di illuminare il mondo, ma quando il sole splende devono rendersi conto di essere insignificanti!

16/8/12 Prabhupada Desh (VI)

Prabhupada diceva che ogni istante della vita può essere una festa perchè il Signore è seduto nel nostro cuore come testimone.
E’ il nostro più intimo amico. Questo aspetto è molto importante nella coscienza di Krsna.
Srila Bhaktivinoda Thakur diceva che come un magnete attrae il metallo, Krsna attrae tutto. Se il magnete è sporco non viene attratto dal metallo. Il nostro cuore per la sua stessa natura è irresistibilmente attratto da Krsna. Noi cerchiamo bellezza. E visto che anche noi vogliamo attrarre vogliamo essere belli. Le persone sono anche attratte dalla forza. Queste attrazioni però tendono a diventare gelosia e invidia perchè queste tendenze sono filtrate dall’ego, ma quando queste attrazioni sono rivolte a Dio non c’è più invidia, ma solo amore.
L’attrazione per le cose materiali non dà mai soddisfazione. Il nome di Krsna significa che tutte queste qualità sono presenti in Lui all’infinito.
L’atma è eternamente attratta da Krsna.
Sul livello spirituale questo si manifesta come amore incondizionato per Krsna. L’amore è così dolce che attrae persino Krsna! Questa è la perfezione e il cuore di ogni religione. La dinamica tra questa relazione tra atma e paramatma è la più grande verità.
A causa di invidia, arroganza, collera, l’anima non riesce ad essere attratta da Krsna, così, visto che il magnete è sporco attra sporcizia anche se siamo anime spirituali.
Diamo quindi la colpa agli altri o alle circostanze, ma il Bhagavatam dice che il nostro problema è la mente sporca!
Come kama (il desiderio, la lussuria) vediamo nelle persone chi mi darà godimento, ma dovremmo pensare agli altri come figli di Krsna.
La Bhagavad Gita dice che queste cose materiali non possono essere trascese se non si incontra qualcosa di superiore. Per gli impersonalisti ce ne possiamo liberare attraverso il distacco: “tutto è illusione”. La bhakti insegna invece che il vero distacco è il totale attaccamento alle bellissime qualità di Krsna.
Krsna è quindi apparso nel Suo nome.
Dietro la sporcizia nel cuore di ognuno c’è Krsna.
La mente ha la capacità di fissarsi su una cosa negativa anche quando va tutto bene!
Quando si ama Krsna non si odia la bellezza di questo mondo, ma la si ama in quanto è una piccola parte della bellezza di Krsna.
Ad un certo livello è giusto temere che Dio ci punisca, per fare le giuste scelte, ma oltre la paura c’è l’amore.
I segreti della spiritualità possono essere conosciuti solo per grazia di Krsna in risposta alla nostra devozione.

17/8/12 Prabhupada Desh (VI)

Bisogna sviluppare “para dukha dukhi”: la capacità di soffrire della stessa sofferenza degli altri.
Come vedere una buona opportunità nei momenti difficili? Chiedendoci come servire Krsna anche in quella situazione. Adorando Krsna ci si libera dagli anartha.
Dobbiamo prendere rifugio. In accordo alla nostra sincerità Krsna costruisce le situazioni intorno a noi.
Nella bhakti il fine e il mezzo sono la stessa cosa: anche nel regno spirituale canteremo Hare Krsna!!!
Quando perdoniamo qualcuno siamo liberati.
Nelle nostre relazioni dobbiamo mettere Krsna al centro, altrimenti al centro ci sarà il nostro ego.
Dobbiamo vedere gli altri come qualcuno di cui dobbiamo prenderci cura fisicamente, mentalmente e spiritualmente.
“Il vero problema degli occidentali è che non hanno abbastanza paura di Maya” Prabhupada
La purificazione è il bhakti seva, non vedere Dio… anche i demoni come Kamsa, Hiranyakashipu e Ravana vedevano Krsna!
Dobbiamo cercare la connessione con Dio anche nei momenti di tragedia.
Due cose sono necessarie per trasformare una maledizione in benedizione: una guida appropriata (e i libri di Prabhupada!) e la nostra responsabilità nel seguire queste istruzioni.
La vera felicità si ha attraverso il tapasya: la capacità di accettare austerità per un fine superiore.

(trascritti da Lucia Rossetti)

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Come otterere l’Amore per l’Assoluto più velocemente possibile?

“Come otterere l’Amore per l’Assoluto più velocemente possibile? Nel grado in cui facciamo di questo ideale una priorità nella vita, lo realizzeremo più velocemente. Se lo rendiamo la prima priorità allora faremo un velocissimo avanzamento. Se lo consideriamo, nella nostra vita, la seconda o la terza priorità, allora faremo un avanzamento proporzionalmente graduale. Ora, fare una priorità della nostra vita spirituale non significa necessariamente lasciare tutto il resto. Significa mettere da parte motivazioni indipendenti da questa. Il Signore Krsna disse ad Arjuna: “Dovresti abbandonarti a Me”. Ma Arjuna era un uomo sposato, aveva otto figli e addirittura nipoti. Era un guerriero. Dopo aver ricevuto oralmente la Bhagavad-gita da Krsna, non divenne un sannyasi, un rinunciato. Compì il suo dovere da guerriero perchè era un militare e continuò a mantenere la propria famiglia. Ma ora svolgeva tutte queste occupazioni in uno spirito di servizio, invece che in uno spirito di bramosia e di sfruttamento. Come un’espressione del suo Amore per Dio.

Arjuna fece dell’Amore per Krsna e dell’abbandono a Krsna la priorità nella sua vita. Questo significa che orientò in modo virtuoso le sue occupazioni e la sua situazione domestica. Non rinunciò a queste. Ma rinunciò alla bramosia, rinunciò all’invidia, rinunciò all’orgoglio, rinunciò alla lussuria. Con un puro stato di coscienza, con un desiderio di servire, aspirò all’ideale dell’Amore per Dio, attraverso la situazione in cui si trovava immerso.

Così per sviluppare Amore per l’Assoluto, non devi lasciare i tuoi studi, non devi lasciare la tua famiglia o la tua occupazione. Devi solo rendere lo scopo dietro a queste reponsabilità uno con lo scopo di amare Dio. Questo diventa naturale quando ti associ con persone che lo stanno già facendo.” (Radhanath Swami)

Il canto del maha-mantra

Ormai è risaputa l’influenza che i suoni e, in generale le vibrazioni, hanno sulla nostro corpo, sulla nostra psiche e sulle nostre emozioni.  I mantra sono antiche vibrazioni che hanno un enorme potere benefico su ogni aspetto dell’essere. Questi sono capaci di riequilibrare le energie interne, di creare una felicità profonda e di sboccare delle situazioni – psichiche e sociali – in cui siamo incarenati.
Etimologicamente mantra significa qualcosa che libera(traya) la mente(manas) da tutto ciò che per noi è indesiderato: stress, paure, attaccamenti morbosi, ignoranza, superficialità, e così via. Una mente placida e rilassata ci consente di vivere la vita appieno.
Il principale mantra che canteremo si chiama ‘maha-mantra’. ‘Maha’ significa grande. I Veda, gli antichi testi dello yoga, insegnano che nel maha-mantra sono contenuti tutti i mantra, compresa la sacra sillaba Om.
Il maha-mantra è composto di 3 parole che vengono ripetute con un ordine particolare. I profondi significati delle parole e il perchè della particolare successione delle tali sono delle argomentazioni molto esoteriche che richiedono un particolare approfondimento. In questo breve testo ci limitiamo ad alcuni dei significati. Prima di tutto i tre nomi che vengono ripetuti nel maha-mantra sono: Hare, Krsna e Rama. Sono nomi che invocano la Realtà Assoluta e in paricolare il Suo aspetto personale, proprio come l’Om invoca il Suo aspetto impersonale(che è comunque compreso, come abbiamo detto, nell’aspetto personale). Hare è l’energia di Compassione, è l’energia dell’Amore, il sublime sentimento che vogliamo abiti nel nostro cuore. Krsna è il Sublime Fascino, tutto ciò che è bello è un Suo riflesso, una Sua parte. Rama è la Sorgente di ogni piacere, di tutto ciò che ci soddisfa. Nel maha-mantra è detto che è presente tutto, proprio perchè c’è l’Amore e l’Oggetto dell’Amore. Recitandolo e cantandolo entriamo anche noi in gioco diventando i soggetti che amano. A seconda del nostro livello di coscienza il nostro amore sarà più o meno puro – più o meno limpido o distorto. Attraverso la pratica spirituale ci purificheremo per rendere l’amore Amore, ovvero puro, ininterrotto e incondizionato. Allo stesso modo, a seconda del nostro livello di coscienza, considereremo un oggetto sul quale indirizzare i nostri desideri e i nostri sentimenti. Può essere il denaro, il successo, la fama, una posizione sociale o lavorativa, un partner e così via. Perchè questo? Perchè desideriamo bellezza(qualcosa di bello o essere belli) e piacere. E man mano che la nostra comprensione aumenta cercheremo la fonte di questa bellezza e di questo piacere. Cercheremo Krsna e Rama. E invocheremo questi mantra. Ma per avere Krsna e Rama è necessario che il Divino si riveli, mostrando la Sua infinita compassione: Hare. Per questo motivo, tutto ciò che cerchiamo e desideriamo profondamente è all’interno di questo mantra millenario:
.
HARE KRSNA HARE KRSNA
KRSNA KRSNA HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE
.
Il maha-mantra si può recitare o cantare in ogni istante. In questo modo ogni nostro momento verso il nostro successo sarà sublime.

Quel cielo celeste

Segui
le ali bianche dell’airone
leggera,
di una leggerezza
che non più t’appartiene.
Vola,
leggiadra,
come una piroetta
di una gonna pregna,
di un ventre materno
colmo di vento.
Plana,
sola,
senza troppi pensieri,
come una piuma vortica
seguendo i volteggi
delle mosche in volo.
Guarda,
quel cielo celeste,
è il tuo amante,
vestito di raggi di sole.
Senti
quell’eco di voci,
quei suoni distinti,
quegli indistinti rumori,
è il suo flauto
che chiama.
Chiama,
con occhi socchiusi,
con voce tremante,
con brividi e lacrime,
il,
per lui dolce,
tuo vero nome.

Pk

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Strano a dirsi: Molto meglio atei che religiosi fideisti fanatici!

Coloro che si definiscono atei, spesso – per esperienza personale – hanno dentro di sé intatto il seme della ricerca o addirittura coltivano, a loro modo, la loro coscienza nutrendola con una buona morale, una via etica, un senso di giustizia. Anche se dicono che non credono in Dio, agiscono come se qualcuno li stia osservando, come se percepissero il Dharma, la legge etico-universale. Questa è una buona base per iniziare un cammino mistico. Un sincero e personale cammino di ricerca, che in seno implica il desiderio di una scoperta – e non la muta accettazione.

Ma il religioso fideistico fanatico(RFF), incappa in tre principali incomprensioni.

Da una parte confonde la conoscenza dei dogmi e delle regole del suo cammino con le pure e sincere realizzazioni. Ma sapere col cervello non significa aver realizzato. E realizzare significa penetrare l’essenza dell’insegnamento e comprenderne l’universalità. La realizzazione illumina e crea unione. L’ignoranza divide, crea muri e ostacoli.

Il RFF purtroppo urla più forte dei ricercatori spirituali. Predica il suo dogma a voce alta e secondo schemi prefissati. Ma queste urla non servono tanto a farsi sentire, ma servono a lui stesso, per non sentire i propri dubbi. Dubbi che il proprio intelletto recrimina, dogmi e accettazioni nozionistiche di cui il cervello richiede spiegazione. Il RFF attira altri simili, perchè altre persone dotate di più fine senno ne stanno piuttosto alla larga. Il RFF quando convince qualcuno delle ‘sue’ idee sente in sé aumentare la fede, quando qualcuno non accetta ciò che lui ha accettato sente che sua fede prende degli scossoni. Perchè in una parte nascosta del suo cuore c’è un dubbio crescente che invece di essere curato, viene ignorato. Il sincero spiritualista è contento nel vedere una persona che avanza nel cammino spirituale ed è triste se un’altra invece momentaneamente retrocede, ma in questa sentire la propria fede ne cresce ne diminuisce. Perchè è stata costruita sulla ragione, sul discernimento e su tante piccole e preziose realizzazioni.
La seconda incomprensione, secondo quanto detto, è credere che l’accettazione – più o meno cieca o, un gradino più in alto, più o meno esclusivamente nozionistica – equivalga ad avere fede.

La terza incomprensione è credere che escludere la possibilità che esistano altri cammini, rispetto al suo, che siano altrettanto validi sia sinonimo di integrità dei propri valori religiosi. Il RFF crede che solo il suo cammino sia quello giusto – quindi di conseguenza lui è dalla parte del bene – e che tutto il resto della popolazione mondiale che non abbraccia il suo stesso credo ( e a volte anche quelli che, pur abbracciandolo, si discostano da una visione fideistica e fanatica) sono nell’illusione totale. Il RFF è un ‘politeista’ mascherato da monoteista. Crede che solo il ‘suo’ Dio sia il vero Dio e che tutti gli altri ‘Dio’ che le altre filosofie contemplano siano falsi dei o addirittura manifestazioni del male. Nei dialoghi interreligiosi fa discorsi del tipo: “il mio Dio dice…. cosa dice il tuo Dio?”.
Il mistico sa che la Realtà Assoluta è una solamente. Questa si manifesta, con un atto di amorevole compassione, in differenti vesti, con differenti linguaggi, in differenti periodi storici, solo al fine di essere più facilmente compresa da tutte le genti. La vera integrità spirituale sta nel capire qual’è l’essenza del proprio cammino (e tutti i saggi concludono che l’essenza è un qualcosa che accomuna tutti gli esseri – che dire di tutte le religioni?! – nella profondità nel cuore, e non qualcosa che crea distinzioni e conflitti sulla base di fattori esteriori e di superfice come sesso, cultura, lingua, rituali, credo, …).

Per concludere scriverò qualcosa che è inaccettabile per alcuni.  L’essenza del Vangelo, del Corano, della Bhagavad-gita, l’essenza di ogni serio cammino spirituale può essere riassunta in due semplici-a-dirsi punti. Due punti che contemplano la presenza e la soddisfazione dell’Amore. La ricerca dell’Amore per Dio, alla scoperta della sua bellezza e del suo fascino. E l’Amore rivolto verso tutti gli esseri viventi sotto forma di comprensione e compassione.

Perchè non vedersi, allora, da una prospettiva più ampia e profonda.

Perchè non iniziamo a vederci, a dialogare e ad apprezzarci così come siamo: come pellegrini in cammino in questa vita, alla ricerca di questi due tesori?

(Pierpaolo Marras)

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Alcune gocce di saggezza – parte 5

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Così come noi diventiamo elevati ad ogni livello, abbiamo una più grande  epiù grande responsabilità perchè possiamo fare più bene al mondo o possiamo fare più danno al mondo”

“La vera responsabilità significa che noi dobbiamo vivere e parlare in modo da aiutare la fede delle persone, non disturbarla ”

“Ogni cosa in questo mondo è neutrale. In accordo con la coscienza e il carattere della persona che la utilizza una determinata cosa, la renderà benefica o distruttiva”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/%5D

Alcune gocce di saggezza – parte 4

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Il potere si porta dietro la responsabilità di essere utilizzato propriamente”

“Prendere la responsabilità su altri significa essere altruisti. Noi dobbiamo mettere da parte il nostro benessere e i nostri desideri come secondari e pensare, primariamente, al meglio per le persone che stanno alzando lo sguardo su di noi”

“Noi siamo tutti leader in un grado o in un altro. Abbiamo tutti la nostra sfera di influenza e più grande è la sfera di influenza e più grande è la nostra responsabilità”

“Dovunque c’è potenza, c’è una grande responsabilità di utilizzarla propriamente”

“Non possiamo imitare le grandi anime. D’altra parte studiare, analizzare e assimilarne i principi è il cammino del progresso”

“Non ci può essere amore senza fiducia e non ci può essere fiducia fintanto che non ci prendiamo la responsabilità di agire in modo tale che le persone possano fidarsi di noi”

“Prendere una responsabilità significa assolverla propriamente con l’ attitudine appropriata, il comportamento appropriato e con le parole appropiate”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/%5D

Alcune gocce di saggezza – parte 3

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Nel grado in cui una società onora la rinuncia e la devozione – e non forza, abilità atletiche, capacità teatrali, soldi, ricchezza, potere e controllo – a quel grado la società è sulla giusta rotta”

“Ogni essere umano è fatto per far del bene agli altri”

“Grandezza non è granti soldi hai, grandezza non è quanta fama e prestigio possiedi in questo mondo, grandezza non è quanta conoscenza hai nei tuoi studi accademici, grandezza non è quanto tu conosci intellettualmente delle materie spirituali, la grandezza non è nella forza fisica o nella bellezza del corpo. Queste sono cose che le persone del mondo considerano grandi, ma loro sono superficiali. La vera grandezza sta nel proprio carattere nella propria integrità.

“La vera grandezza di può misurare attraverso la propria abilità nel tollorare situazioni provocatorie”

“Da tempo immemorabile, troviamo che grandi personalità hanno lasciato immense ricchezze, potere, prestigio, ambienti amorevoli per la ricerca dei tesori del mondo spirituale”

“Voler prendere una posizione e ricevere l’onore dato da quella posizione, ma non adempiere ai sacrifici che sono richiesti da tale posizione, è ipocrisia”

“Avere un incredibile potere e allo stesso tempo essere umile come un filo d’erba. Questa è vera oppulenza”

“Semplicità significa senza duplicità. Una persona semplice non ha motivazioni ulteriori. Parla onestamente e gentilmente “per incoraggiare gli altri”

“Le grandi personalità provano a nascondere la loro grandezza, e le persone che non lo sono cercano di mostrare al mondo che sono grandi”

“Il futuro di ogni società dipende da come i leader fanno ogni possibile piano per proteggere, sostenere e ravvivare i suoi membri su ogni possibile livello”

“Un buon leader è duro come un fulmine e soffice come una rosa. Una di queste senza l’altra non funziona. Se un leader è solo soffice come una rosa, non può formare nessuno. Se è solo duro come un fulmine,brucerà tutti”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/%5D

Alcune gocce di saggezza – parte 2

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“La vera saggezza è vedere ogni entità vivente con visione equanime”

“La potenza si porta dietro la responsabilità di utilizzarla propriamente”

“Prendere una posizione significa comprendere la responsabilità che c’è dietro. Non solo verso noi stessi, ma anche verso gli altri”

“Impara ad essere affidabile, non capriccioso”

“Un vero leader dovrebbe condurre con amore, riguardo e cura. Questo significa realmente guidare in uno spirito di servizio”

“Se noi siamo entusiasti, entusiasmiamo gli altri. Se noi siamo annoiati, annoieremo gli altri”

“Franchezza significa dire la verità in un modo piacevole che relamente illumina e incoraggia le persone”

“I soldi portano potere. Se non è maneggiata con cautela, il potere porta arroganza e l’arroganza favorisce l’ignoranza”

“La reale protezione è un espressione di un vero affetto e di un vero rispetto”

“La reale missione delle grandi anime è di mostrare l’esempio di come dovremmo e dobbiamo vivere se non vogliamo essere soggetti alla degradazione”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/%5D

Alcune gocce di saggezza – parte 1

Alcune frasi dette dal mio maestro, Srimad Radhanath Swami Maharaj.

“Nella vita spirituale, il concetto di più alto o più basso non è basato sul fatto di quanto puoi compiere; ‘più alto’ e ‘più basso’ è basato sulla purezza della tua motivazione, lo spirito della tua compassione e amore.”

“Finchè non diventiamo disinteressati ai nostri desideri egoici, non possiamo realmente dare noi stessi per il beneficio degli altri”

“Quando le persone acoltano del servizio a Dio, qualche volta chiedono: se noi serviamo Dio, come serviremo l’umanità? In realtà, attraverso il servizio a Dio, noi serviremo l’umanità al massimo grado. Perchè vedremo Dio nel cuore di ognuno. Non invidieremo nessuno. Ameremo tutti.”

“Integrità significa essere onesti, essere veritieri e fare grandi sacrifici, chiunque noi siamo, per il benessere degli altri”

“Quando ci rendiamo umili ci connettiamo con la potenza divina e questa umiltà può dare a noi incredibile sicurezza e forza”

“L’umiltà ci potenzia per vedere la bellezza della grazia di Dio negli altri”

“La vera saggezza è il vedere opportunità positive in ogni situazione nel mondo”

“Ogni cosa in questo mondo è neutrale. Il suo valore si può stimare in accordo cinn la persona che la utilizza”

“La filosofia ha poco significato, o addirittura non ne ha, fintanto che non produce un buon carattere”

“Una grande vita non è determinata dalla quantità, ma dalla sua qualità ”

[tradotto dal sito http://www.radhanathswami.com/%5D

Medit-azione e libertà

AFORISMA 1: Meditazione è l’unica azione libera di questa vita incarnata, altrimenti incartata, intrappolata.

AFORISMA 2: Con la meditazione si ritrova sé stessi, perché la nostra natura è di libertà e la meditazione è l’unica azione veramente libera di questa vita incarnata.

(Giovanni David Canepa)

Diritti Riservati

Non riesco ad abbandonare il Tuo pensiero

Non riesco ad abbandonare il Tuo pensiero
anche se esso brucia la mia mente.
Non riesco ad allontanarlo
anche se agita il mio sentire.
E’ troppo intriso della Tua dolcezza
perchè lo possa lasciare.

Non riesco a non sorridere,
avendo in mente il Tuo sorriso.
Non riesco a non sospirare,
conscio della nostra distanza.

E anche se cerco di nasconderlo
dopo breve riprendo quel pensiero,
perchè profumato della Tua grazia.

Gli altri occhi mi guardano
e forse vedono un volto sereno,
ma all’interno l’umore è variabile
come un cielo d’Aprile.

Non riesco a far migrare
questo stormo di pensieri,
perché la mia mente ha perso le ali,
perché se le avesse ancora
volerebbe diritta a Te.

(Gopi-prema dasi)

Diritti Riservati

Armonia

Sentire l’ essere di chi ci sta accanto,
ascoltando la sua essenza.
Ciò che ci unisce perchè siamo parte dell’ anima del mondo
legati dalla stessa sostanza 
agiti dalla forza dell’ amore,
uniti da un unico intento di pace e armonia
mente e cuore, maschile e femminile
accordati come una sintonia di suoni e ritmi
provenienti dalla profondità e dalle origini dell’universo
uno e molteplice insieme
si compongono e scompongono
per creare nuovi giochi di bambini
che diventati saggi
sognano e creano delle nuove realtà
dove profumi e colori
parole ed immagini
quiete e movimento
si alternano tra dentro e fuori.

(Michela Candusso)

Diritti Riservati

Solitudine?

Solo,

come nel ventre monoposto di una madre,

come nel grembo del mondo.

Solo,

come la luna a guardare la notte,

come il sole che osserva il mattino.

Solo,

come il pellegrino in terra straniera,

come un naufrago in una terra deserta.

Solo,

come il disegno di un uomo su un foglio bianco,

come un eroe virtuale in uno scenario quadrettato.

Solo,

come un’oasi nel deserto,

come un pensante tra l’uniforme massa.

Solo,

come il fiore di loto nello stagno,

come Brahma all’inizio della creazione.

Solo,

come un granello di sabbia su una spiaggia,

come una goccia d’acqua nell’oceano,

come un respiro nell’aria.

Solo,

come una lucciola nel sole,

come una stella di giorno.

Ma quanto é nobile questa solitudine

se con Te posso condividerla,

se con Te

mi accorgo di camminare?

Esiste allora la solitudine,

se non come un’idea?

(PP)

Diritti Riservati

Vittoria sulle tentazioni

“Tutte le volte che riportiamo una vittoria sulle tentazioni alle quali ci espone la nostra natura inferiore, disponiamo di una forza nuova. Certo, la cosa difficile è conservare questo stato di grazia. Finché siamo sulla terra, non possiamo mantenerci molto a lungo sulle vette fino alle quali siamo riusciti a issarci: ogni volta dobbiamo lottare per riconquistarle. Quando lasceremo la terra per il mondo dell’aldilà, non avremo più bisogno di lottare, perché non saremo più sottoposti alle tentazioni. Ma finché siamo qui, dobbiamo fare degli sforzi fino all’ultimo minuto.
Per meglio comprendere questa idea, si può fare un paragone con la nutrizione e la respirazione: abbiamo mangiato ieri, dobbiamo mangiare oggi e dovremo mangiare anche domani. Abbiamo appena respirato, e occorre subito ricominciare. Un’esperienza ci ha fatto comprendere il senso della vita, ma per conservarlo dobbiamo fare un’altra esperienza e poi un’altra ancora. Abbiamo vinto una tentazione? Saremo di nuovo tentati e di nuovo dovremo cercare di riportare la vittoria. “

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Se cerchi il Divino…

Quando cerchi Dio,
Dio è lo sguardo dei tuoi occhi.

(Jelaluddin Rumi)

Per giungere…

« Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.

Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.

Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.

Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.

Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.

Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.

Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.

Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei. »

(San Giovanni della Croce)

Ogni volta che parto

Paul Anka anni ’50 del secolo nostro

Ogni volta ogni volta che parto
non vorrei non vorrei piu’ tornarr
pagherei tutto l’oro del mondo
se potessi restarmene lì.
Ho negli occhi il colore del mare
ho nel cuore l’azzurro del ciel
ogni volta che devo partire
io mi porto il ricordo di te.
La mia casa e’ laggiu’
ma il mio cuore sta lì
tu sei il sole per me
e non vorrei lo sai
lasciarti mai piu’.
Ogni volta che devo lasciarti
porto tanta tristezza nel cuor
e mi resta soltanto la gioia
di
pensare che non tornero’.

La lezione della Farfalla

Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.La farfalla uscì immediatamente.
Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.
Non successe nulla! In quanto, la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.
Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.
Era la forma con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.

A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati.
Non potremmo essere così forti come siamo. Non potremmo mai volare.

Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte.
Chiesi la sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere.
Chiesi la prosperità… e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.
Chiesi di poter volare… e Dio mi ha dato ostacoli da superare.
Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare.
Chiesi favori… e Dio mi ha dato opportunità.
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi…
Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.

Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.

(Mohini dasi)

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SeNZA l’ESSEnza…

L’ESSEnza é una, immutabile, piena di conoscenza e beatitudine. Ma noi vediamo l’ESSEnza della vita frammentata in milioni di ESSE, perché abbiamo tolto la causa prima che é l’inizio(a), la fine(z) e il mezzo(n).

Perciò la vita ci appare:
solitaria, sagomata,
sola, solerte,
salubre, satura,
stabile, stanca,
sorridente, sazia,
sofferta, speciale,
sospetta, strana,
sortita, sentimentale,
sentita, senziente,
semplice, stupida,
serena, sobria,
sicura, statica,
smorta, stantia,
scordata, santa,
silenziosa, sapiente,
sorda, spartana,
spessa, storta,
studiata, sudata,
sospesa, senile,
smunta, superficiale,
stupefacente, scientifica,
schiantata, schifosa,
semidivina, simile,
senzatetto, servile,
superumana, somma,
stralunata, specifica,
seduta, sintattica,
siffatta, segata,
sognante, simulata,
salvata, sancita,
stretta, stampata,
servita, salmodiante,
sposata, spettabile,
sfacendata, sbarazzata,
solcata, seclusa,
sciamanica, scarna,
scivolata, sfamante,
serpentina, scontata,
sfatata, sputata,
sformata, sbancata,
sacerdotale, svestita,
slanciata, sensuale,
saputa, svergognata,
sedata, supina,
sincera, sicaria,
schermata, suina,
schizzata, stressata,
sensibile, superiore,
salmastra, sibillina,
solare, straziante,
supersonica, sublime,
spazatura, spettabile,
smazzata, sporadica,
sfortunata, scalata,
sregolata, scovata,
simpatica, somara,
sonora, smeraldina,
sabbiosa, sempreverde,
sagace, scorticata,
scucita, sospinta,
speranzosa, stregata,
somigliante, sintomatica,
sistematica, somatizzata,
squadrata, supplicata,
spiritosa, svenduta,
spiritica, statuaria,
spirituale, santona,
svelata, salinea,
smisurata, sporta,
smemorata, stipata,
sorta, sferica,
stellata, sbollita,
stinta, scotta,
stallona, svilita,
subita, spazzata,
slogata, scusata,
smossa, spettinata,
scremata, selvaggia,
smaltata, selvatica,
smaniosa, succinta,
specifica, spaesata,
surreale, soggettiva.

Ma se l’ESSEnza della vita si limitasse ad una sola sillaba?

Om

(Premabhakti)

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