2050, tutti vegetariani

2050, tutti vegetariani
ecco la dieta del futuro

SCRITTO DA ENRICO FRANCESCHINI – LA REPUBBLICA.it | 28 AGOSTO 2012

Entro quarant’anni la popolazione mondiale aumenterà di due miliardi e le risorse idriche scarseggeranno. Secondo un team di studiosi svedesi, per evitare carestie dovremo mangiare frutta e verdura anziché bistecche

 

LONDRA – Entro quarant’anni diventeremo tutti vegetariani. Non per scelta, bensì per necessità: altrimenti non ci sarà abbastanza cibo per sfamare la crescente popolazione terrestre. Frutta e verdura anziché bistecche e prosciutti. Ecco la dieta dei nostri figli o nipoti, se vorremo nutrire l’intero pianeta.

La profezia viene da un rapporto di illustri scienziati. Ma il loro è un augurio, un’esortazione, più che un pronostico: gli esseri umani vi daranno ascolto? Oppure nel 2050 scoppieranno le guerre del mangiare, o meglio dell’acqua, senza la quale non ci sarebbe praticamente nulla di commestibile da mettere in tavola? Le riserve globali di cibo diminuiscono costantemente, afferma il rapporto del professor Malik Falkenmark e dei suoi colleghi dello Stockholm International Water Institute, mentre la popolazione mondiale non fa che aumentare.

Se l’umanità continua a cibarsi ai ritmi attuali, e soprattutto seguendo la dieta odierna, entro il 2050 ci aspettano catastrofiche carenze alimentari. E per catastrofe si intende qualcosa di molto peggio della tutt’altro che rosea realtà attuale: già oggi, secondo cifre dell’Onu, 900 milioni di persone vanno a letto affamate tutte le sere e 2 miliardi sono da considerare malnutrite.

Ma nei prossimi quattro decenni la terra passerà da 7 miliardi di umani a 9 miliardi, un aumento netto di 2 miliardi che renderà ancora più drammatica la carenza di cibo. E allora che fare?

La risposta degli studiosi di Stoccolma, il cui rapporto è stato anticipato ieri dal quotidiano Guardian di Londra, è netta: il mondo deve cambiare dieta. Dobbiamo diventare tutti vegetariani, o quasi.

Attualmente ricaviamo il 20 per cento delle proteine necessarie al nostro fabbisogno da prodotti derivati dagli animali, che si tratti di carne o latticini; ma questa percentuale dovrà scendere al 5 per cento o forse anche a meno entro il 2050, se vorremo evitare carestie e conflitti causati dalla scarsità di cibo. Il problema di partenza è l’acqua. Già oggi scarseggia e in molte regioni è un bene più prezioso del petrolio per la sopravvivenza della nostra specie, ma fra quarant’anni non basterà sicuramente per produrre gli alimenti necessari a 9 miliardi di terrestri.

Il cibo ricavato da animali, infatti, consuma da cinque a dieci volte più acqua di quella che serve a una alimentazione vegetariana. Cambiare dieta permetterebbe dunque di consumare meno acqua per l’agricoltura, e non solo: oggi un terzo delle terre arabili del pianeta sono destinate alla crescita di sementi e raccolti destinati a sfamare gli animali da allevamento. Se mangiassimo meno animali, risparmieremmo acqua e avremmo a disposizione più terra per altri usi agricoli. Il rapporto dello Stockholm Institute viene reso pubblico alla vigilia dell’annuale Conferenza mondiale sull’acqua, che si apre questa settimana a Stoccolma alla presenza di 2500 politici, rappresentanti dell’Onu, ong e ricercatori provenienti da centoventi paesi.

Al convegno verranno dibattute anche altre opzioni, come l’eliminazione degli sprechi alimentari, migliori scambi tra paesi con surplus di cibo e paesi in deficit, investimenti in pompe idrauliche e semplici tecnologie acquifere per l’Africa sub-Sahariana e l’Asia. Ma la proposta più radicale e rivoluzionaria sarebbe al tempo stesso la più semplice: diventare tutti vegetariani (come Bill Clinton, per citarne uno). Rinunciare alle bistecche, per avere abbastanza frutta e verdura per tutti.

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Dieta Yoga per l’armonia mente e corpo

La dieta vegetariana fornisce i nutrimenti essenziali per tenere in equilibrio la mente e il corpo. Quando una dieta vegetariana viene seguita in modo appropiato quei nutrienti possono prevenire e controllare il colesterolo, l’alta pressione sanguigna, l’obesità, il cancro, il diabete e l’insonnia con molta efficacia, rispetto ad una dieta non vegetariana. Consumare il cibo giusto, nella quantità appropiata e regolare negli orari costituisce la dieta yogica perfetta. Infatti è proprio una dieta vegetariana che soddisfa tutti i bisogni, e a più livelli, necessari all’equilibrio mente-corpo.

La dieta, secondo lo yoga, si divide in Sattvika, Rajasika e Tamasika, con riferimento ai tre guna o qualità essenziali della natura. Sattva è la calma, Rajas è l’agitazione e Tamas la tossicità.

I cibi sattvici sono quelli costituiti da sostanze naturali, biologiche e senza pesticidi. Caratterizzati da una equilibrata combinazione di grani integrali, legumi, lenticchie, frutta e vegetali freschi. Senza aglio, cipolle e funghi. Frutta secca, latte, prodotti derivati dal latte, zuccheri naturali come quello di canna e il miele, spezie come il coriandolo, il cumino, pepe nero, sesamo, basilico, menta, zenzero sono parte del programma. Che prevede inoltre di cuocere con olio di sesamo, girasole, oliva e cocco.

La Bhagavad-gita descrive il cibo sattviko come quello che favorisce la vita, la virtù, la forza, la salute, la felicità e la soddisfazione.

La dieta rajasika da cimi che stimolano eccessivamente e che rovivano l’equilibrio mente-corpo. Essi provocano agitazione, emozioni negative e portano a problemi circolatori e nervosi. Anche il cibo sattviko, se consumato in fretta e con l’attitudine sbagliata può divenire rajasiko. Il cibo di questa natura è costituito di caffè, te, cola, cioccolata, tabacco, cipolla e d aglio. Cibi fritti ed eccessivamente grassi. Nella Bhagavad-gita vengono definiti come “eccessivamente caldi e piccanti, amari, pungenti, che bruciano la lingua”.

La dieta tamasika causa sonnolenza, passività, letargia. I cibi di questa tipologia distruggono la capacità del corpo a fronteggiare lo stress e abbassano la resistenza alle malattie. Essi non posseggono “prana”, ovvero l’energia necessaria per l’equilibrio corpo-mente. Il cibo sattviko se consumato in eccesso può portare gli effetti collaterali del tamas. Sono quei cibi vecchi, bruciati o troppo cotti. Comprendono carne, pesce, uova, funghi, aceto e alcool. Descritti nella Bhagavad-gita come “senza gusto, uniformi, troppo cotti,…”.

(Giovanni David Canepa, da una clinica Ayurvedica dell’India, Jagannath Puri)

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