Battiato scopre la reincarnazione nei Vangeli

Dal quotidiano il “CORRIERE DELLA SERA”, Sabato 20 ottobre 2012, Spettacoli 163

il cantautore Franco Battiato,a sei anni dal suo ultimo album di inediti, torna con «Apriti Sesamo».

 

Battiato scopre la reincarnazione nei Vangeli

La musica di Franco Battiato è come i suoi discorsi. Si parte da un punto e, senza accorgersene, si arriva lontani. Così nel nuovo album «Apriti Sesamo», arriva a sei anni dall’ultimo di inediti, elettronica e sequenze convivono con canzone d’autore e passaggi di musica classica, Gluck e Rimsky-Korsakov: «Perfetti da traghettare nel pop», dice il cantautore siciliano. Alla stesura dei testi ha collaborato ancora Manlio Sgalambro: «E intervenuto con tutta la libertà che può avere un filosofo. Io da musicista scelgo i passaggi e faccio taglia e cuci». In «Testamento» canta che «Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione»: «Ne ho parlato con dei monsignori. E loro imbarazzati hanno detto: lo sappiamo, ma sono cose delicate». «Testamento», ma non c’è nessuna cessione alla nostalgia o alla paura della morte: «Sto benissimo, non ho nulla di cui lamentarmi tranne del fatto che io pago molte tasse mentre molti sono senza lavoro e i politici rubano. Quelli che rubano nelle banche sono più simpatici. E non prendono quanto prende Lusi». Il 19 gennaio da Bergamo parte il tour e sarà il primo in Italia con il biglietto che si potrà avere direttamente su iPhone. Lat.

Annunci

Il profeta (Kahlil Gibran)

“E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.
Ed egli disse:
I vostri figli non sono figli vostri…
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa…
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono…
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani,
che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.”
( Kahlil Gibran )

L’uomo di conoscenza

Gli uomini di conoscenza imparano sfruttando un medium. I guerrieri imparano combattendo, i musicisti suonando, alcuni altri intagliando il legno, dipingendo, ecc.. L’uomo di conoscenza impara attraverso un medium, ovvero medita attraverso esso, impegnando mente e intelletto in un opera e lasciando  l’Atman – o meglio un piccolo riflesso di essa – finalmente libera dal giogo dei sensi. In quell’atto creativo il Sé è  così libero di trasmettere e ricevere la conoscenza pura. Se tu impari scrivendo, inizia a scrivere per imparare. Non per il successo, non per passatempo. Questo è il motivo: sei un uomo di conoscenza e impari scrivendo. Io posso imparare comunicando e pregando, o manifestando una qualsivoglia forma d’Arte.  Ma se tu impari scrivendo, lo scrivere diviene un medium, non è un fine ne uno scopo. Perciò scrivi, scrivi e scrivi. Fai evolvere i personaggi, snudali dalle loro maschere – o, vesti personaggi nudi di diverse maschere – per scoprire come funzionano i complessi meccanismi della psiche. All’interno delle viscere della mente intuirai dove è situata l’Atman. Puoi imparare perchè quando scrivi il flusso trascende il tuo semplice conscio e si mischia con il buio inconscio e con la luminosa intuizione. Così l’uomo di conoscenza può rivoltare l’inconscio e conoscersi affondo, e può cogliere l’intuizione per avvicinarsi al divino. Così attraverso il suo medium impara. Perchè la vita è un libro di scuola e il medium è la personale lente di ingrandimento.

(Premkumar das)

Diritti Riservati